Continuate a sottoporvi a controlli di routine dopo i 65 anni? Un geriatra segnala 5 esami di cui la maggior parte dei pazienti non viene mai informata.

Continuate a sottoporvi a controlli di routine dopo i 65 anni? Un geriatra segnala 5 esami di cui la maggior parte dei pazienti non viene mai informata.

Molte persone credono che sottoporsi a più controlli significhi sempre godere di una salute migliore. Sebbene la prevenzione rimanga importante per tutta la vita, alcuni esperti sostengono che dopo i 70 o 75 anni il rapporto tra benefici e rischi cambi significativamente.

La preoccupazione non è che gli esami medici siano dannosi. La preoccupazione è che alcuni screening di routine possano talvolta portare a procedure non necessarie, complicazioni e trattamenti che potrebbero apportare scarsi benefici ad alcuni anziani.

L’idea chiave è quella che molti specialisti chiamano la “prospettiva della longevità”.

A 50 anni, la diagnosi precoce di una malattia può prevenire decenni di problemi futuri. Ma a 75 o 80 anni, alcune patologie progrediscono così lentamente da non compromettere mai la qualità della vita. Tuttavia, una volta scoperte, spesso si innesca una reazione a catena di ulteriori esami e trattamenti.

Questa reazione a catena è nota come effetto cascata .

Una prova ne genera un’altra.

Una scansione porta a una biopsia.

Una biopsia porta all’intervento chirurgico.

E improvvisamente una persona sana si ritrova a dover affrontare complicazioni derivanti da trattamenti di cui forse non avrebbe mai avuto bisogno.

Test n. 1: Colonscopia di routine dopo i 75 anni

La US Preventive Services Task Force generalmente sconsiglia lo screening di routine tramite colonscopia negli adulti a rischio medio di età superiore ai 75 anni, asintomatici e con precedenti esami di screening nella norma.

I potenziali rischi includono:

  • Perforazione intestinale
  • Sanguinamento
  • Complicazioni derivanti dalla sedazione
  • Disidratazione dovuta alla preparazione intestinale
  • Squilibrio elettrolitico

Per alcuni anziani, alternative non invasive come i test basati sulle feci possono essere appropriate.

Chiunque manifesti sintomi come sangue nelle feci, perdita di peso inspiegabile o cambiamenti nelle abitudini intestinali dovrebbe comunque consultare tempestivamente un medico.

Test n. 2: Screening oncologico aggressivo negli anziani a basso rischio

Lo screening oncologico salva vite umane, ma dopo i 75 anni la discussione diventa più personalizzata.

Una delle principali preoccupazioni è la sovradiagnosi.

Le moderne tecniche di imaging sono in grado di individuare tumori a crescita estremamente lenta che potrebbero non causare mai sintomi o ridurre l’aspettativa di vita.

Tuttavia, una volta scoperto un tumore, i pazienti spesso si trovano ad affrontare:

  • Biopsie
  • Trattamenti radioterapici
  • Chirurgia
  • Effetti collaterali dei farmaci

Gli esperti raccomandano agli anziani di discutere i fattori di rischio personali, l’anamnesi familiare, lo stato di salute generale e i benefici attesi prima di prendere decisioni in merito agli screening.

I prossimi due test proseguono nella pagina seguente.