Molte persone credono che sottoporsi a più controlli significhi sempre godere di una salute migliore. Sebbene la prevenzione rimanga importante per tutta la vita, alcuni esperti sostengono che dopo i 70 o 75 anni il rapporto tra benefici e rischi cambi significativamente.
La preoccupazione non è che gli esami medici siano dannosi. La preoccupazione è che alcuni screening di routine possano talvolta portare a procedure non necessarie, complicazioni e trattamenti che potrebbero apportare scarsi benefici ad alcuni anziani.
L’idea chiave è quella che molti specialisti chiamano la “prospettiva della longevità”.
A 50 anni, la diagnosi precoce di una malattia può prevenire decenni di problemi futuri. Ma a 75 o 80 anni, alcune patologie progrediscono così lentamente da non compromettere mai la qualità della vita. Tuttavia, una volta scoperte, spesso si innesca una reazione a catena di ulteriori esami e trattamenti.
Questa reazione a catena è nota come effetto cascata .
Una prova ne genera un’altra.
Una scansione porta a una biopsia.
Una biopsia porta all’intervento chirurgico.
E improvvisamente una persona sana si ritrova a dover affrontare complicazioni derivanti da trattamenti di cui forse non avrebbe mai avuto bisogno.
Test n. 1: Colonscopia di routine dopo i 75 anni
La US Preventive Services Task Force generalmente sconsiglia lo screening di routine tramite colonscopia negli adulti a rischio medio di età superiore ai 75 anni, asintomatici e con precedenti esami di screening nella norma.
I potenziali rischi includono:
- Perforazione intestinale
- Sanguinamento
- Complicazioni derivanti dalla sedazione
- Disidratazione dovuta alla preparazione intestinale
- Squilibrio elettrolitico
Per alcuni anziani, alternative non invasive come i test basati sulle feci possono essere appropriate.
Chiunque manifesti sintomi come sangue nelle feci, perdita di peso inspiegabile o cambiamenti nelle abitudini intestinali dovrebbe comunque consultare tempestivamente un medico.
Test n. 2: Screening oncologico aggressivo negli anziani a basso rischio
Lo screening oncologico salva vite umane, ma dopo i 75 anni la discussione diventa più personalizzata.
Una delle principali preoccupazioni è la sovradiagnosi.
Le moderne tecniche di imaging sono in grado di individuare tumori a crescita estremamente lenta che potrebbero non causare mai sintomi o ridurre l’aspettativa di vita.
Tuttavia, una volta scoperto un tumore, i pazienti spesso si trovano ad affrontare:
- Biopsie
- Trattamenti radioterapici
- Chirurgia
- Effetti collaterali dei farmaci
Gli esperti raccomandano agli anziani di discutere i fattori di rischio personali, l’anamnesi familiare, lo stato di salute generale e i benefici attesi prima di prendere decisioni in merito agli screening.
I prossimi due test proseguono nella pagina seguente.