Date una rapida occhiata allo specchio.
Osservate la zona in cui la parte superiore della cartilagine dell’orecchio si unisce al lato del viso. Notate una minuscola fossetta che sembra una puntura di spillo? Forse l’avete vista su un amico, un familiare o persino su un neonato e avete pensato che fosse una cicatrice, il segno di un vecchio piercing o semplicemente una particolarità della pelle.
In realtà, potrebbe trattarsi di una fossetta preauricolare, una rara caratteristica congenita che da anni incuriosisce medici, genetisti e biologi evoluzionisti.
Ciò che rende questa piccola fossetta così interessante non è soltanto il modo in cui si forma, ma anche ciò che potrebbe raccontarci sulla nostra storia evolutiva.
Che cos’è una fossetta preauricolare?
La fossetta preauricolare, chiamata anche seno preauricolare, è una piccola apertura situata appena davanti all’orecchio.
Si sviluppa molto presto durante la gravidanza, generalmente intorno alla sesta settimana di sviluppo embrionale. In questa fase, le strutture che formeranno orecchie, mandibola e collo si stanno rapidamente sviluppando.
Normalmente questi tessuti si fondono perfettamente, ma talvolta rimane un piccolo canale sotto la pelle che dà origine alla fossetta.
Alcune persone la presentano su un solo lato, più spesso sull’orecchio destro, mentre altre la hanno su entrambe le orecchie. Nella maggior parte dei casi è semplicemente una caratteristica anatomica innocua.
L’ipotesi evolutiva
Ed è qui che la storia diventa ancora più affascinante.
Dal punto di vista medico, la formazione della fossetta preauricolare è ben conosciuta. Alcuni biologi evoluzionisti hanno però ipotizzato che possa rappresentare una lontana traccia della nostra storia evolutiva.
Tra i sostenitori di questa idea vi è il biologo Neil Shubin, autore del bestseller Your Inner Fish.
Durante le prime fasi dello sviluppo embrionale, infatti, esseri umani e pesci condividono strutture chiamate archi faringei. Nei pesci queste strutture danno origine alle branchie, mentre nell’uomo contribuiscono alla formazione della mandibola, della gola e delle orecchie.
Per questo motivo alcuni ricercatori hanno suggerito che la fossetta preauricolare possa rappresentare un residuo dello sviluppo embrionale collegato a queste antiche strutture. Tuttavia, è importante precisare che questa rimane un’ipotesi evolutiva e non esistono prove che dimostrino che la fossetta sia un vero e proprio “resto delle branchie”.
Quanto è comune?
La prevalenza varia notevolmente tra le diverse popolazioni:
- Negli Stati Uniti e nel Regno Unito interessa circa lo 0,1-1% della popolazione.
- In molte popolazioni asiatiche può raggiungere il 10%.
- In alcune popolazioni africane è stata osservata con una frequenza compresa tra il 4% e il 10%.
La fossetta preauricolare è spesso ereditaria, quindi può comparire in più membri della stessa famiglia.
Bisogna preoccuparsi?
Nella maggior parte dei casi no.
La fossetta preauricolare è generalmente innocua e non provoca alcun disturbo per tutta la vita.
Poiché però è collegata a un piccolo canale sotto la pelle, in rari casi possono accumularsi sebo, cellule morte o batteri, causando:
- formazione di cisti;
- infezioni con arrossamento, gonfiore, dolore o secrezioni;
- raramente, ascessi.
Se compaiono dolore, gonfiore o fuoriuscita di liquido, è opportuno consultare un medico o uno specialista in otorinolaringoiatria.
Le infezioni vengono generalmente trattate con antibiotici; nei casi di infezioni ricorrenti può essere consigliata la rimozione chirurgica del canale.
È importante non cercare mai di spremere, perforare o manipolare la fossetta da soli.
Un piccolo segno della nostra storia
Il corpo umano conserva numerose tracce del suo percorso evolutivo. Il coccige ricorda gli antenati dotati di coda, mentre i denti del giudizio testimoniano un’alimentazione e una struttura della mandibola diverse da quelle attuali.
Anche la fossetta preauricolare potrebbe rappresentare una curiosa testimonianza del nostro sviluppo e della nostra evoluzione. Pur non essendo una prova diretta di un’origine “branchiale”, resta un’interessante caratteristica anatomica che continua a suscitare interesse nella ricerca scientifica.
La prossima volta che noterete quel piccolo foro vicino all’orecchio di qualcuno, ricordate che potrebbe essere molto più di una semplice particolarità estetica: è un esempio di come il nostro corpo conservi ancora tracce della sua lunga storia evolutiva.